«La mia azienda ha un milione di euro di debiti.» È un dato importante, ma da solo dice poco. Cambia molto se gli importi devono essere pagati nei prossimi mesi oppure in diversi anni; se riguardano un finanziamento per un impianto, fatture di fornitori o tributi.
Prima di chiedersi se i debiti siano troppi, conviene capire da che cosa sono composti, quando scadono e con quali risorse verranno pagati.
Dove cercare le informazioni
Lo stato patrimoniale è il punto di partenza. La Nota Integrativa ne spiega e completa le informazioni: può aiutare a ricostruire variazioni, condizioni e garanzie. Il dettaglio disponibile dipende anche dalla forma del bilancio; non sempre contiene tutte le scadenze necessarie per programmare i pagamenti.
Per un’analisi operativa può quindi servire il confronto con contabilità, scadenzari, contratti e piani di rimborso. Un totale che quadra è un primo controllo: non dimostra, da solo, che ogni importo sia stato classificato correttamente o che la ricostruzione sia completa.
Lo stesso milione, letto meglio
Immaginiamo questa situazione al 31 dicembre. Gli importi sono interamente inventati e le scadenze sono ipotesi dell’esempio: non si tratta dei dati di un cliente.
| Voce | Totale | Entro 12 mesi | Oltre 12 mesi |
|---|---|---|---|
| Finanziamenti bancari | 600.000 | 100.000 | 500.000 |
| Fornitori | 250.000 | 230.000 | 20.000 |
| Debiti tributari | 100.000 | 40.000 | 60.000 |
| Altri debiti | 50.000 | 30.000 | 20.000 |
| Totale | 1.000.000 | 400.000 | 600.000 |
Importi in euro. La ripartizione dei debiti tributari presuppone scadenze o rateazioni valide: nella realtà vanno verificate, non desunte automaticamente dal prospetto. Per semplicità, nell’esempio non vi sono differenze fra valore contabile e capitale da rimborsare.
Il debito resta un milione, ma ora sappiamo che 600.000 euro riguardano finanziamenti bancari e che 400.000 euro, considerando tutte le voci, scadono nei dodici mesi successivi. I restanti 600.000 euro hanno scadenze più lontane. Sono due modi di leggere lo stesso totale, non importi da sommare fra loro.
Il totale dei debiti non coincide quindi con il solo indebitamento finanziario e non è la posizione finanziaria netta, che richiede un’ulteriore ricostruzione delle componenti finanziarie e della liquidità.
400.000 euro da pagare non significano 400.000 euro da chiedere alla banca
Occorre confrontare le scadenze con la liquidità disponibile e gli incassi ragionevolmente attesi, tenendo conto anche delle altre uscite: gestione corrente, interessi, imposte e nuovi investimenti. Senza contare due volte gli stessi pagamenti.
Conta anche il calendario. Un incasso previsto a novembre non copre una rata che scade a marzo. E un credito verso un cliente non è ancora denaro sul conto: bisogna valutarne importo effettivamente recuperabile e tempi di incasso.
Per questo il rendiconto finanziario, che descrive i movimenti di liquidità dell’esercizio trascorso, va affiancato a una previsione dei flussi futuri quando si valuta la sostenibilità di un investimento o di un nuovo finanziamento.
Tre domande da portare al prossimo confronto
- A chi dobbiamo pagare? Distinguere banche, fornitori, tributi e altre posizioni, chiarendone le condizioni.
- Quando dobbiamo pagare? Ricostruire le scadenze effettive e segnalare eventuali arretrati.
- Con quali risorse? Confrontare pagamenti e incassi per periodo, considerando la gestione e i progetti dell’impresa.
È da questa lettura che il bilancio diventa utile per decidere. La Nota Integrativa è una parte importante del lavoro; interpretare i dati nel contesto dell’impresa permette di capire che cosa approfondire e quali alternative valutare.
Per vedere perché utile e liquidità possono muoversi in modo diverso, puoi provare il cruscotto utile e cassa. Per esaminare la situazione della tua impresa, parliamone.
Il cruscotto mostra una variazione annua della liquidità, con saldi iniziali prestabiliti: non il saldo bancario. Leggi la guida e le ipotesi del modello.
Riferimenti e perimetro dell’esempio
Informazioni sui debiti e Nota Integrativa: OIC 19 — Debiti, paragrafi 81–89. Flussi di liquidità: OIC 10 — Rendiconto finanziario, dicembre 2016, paragrafi 1–3 e 9–10.
Il prospetto è una ricostruzione gestionale semplificata, non un modello completo di Nota Integrativa. Non determina da solo la solvibilità dell’impresa o l’esito di una richiesta di finanziamento.