Prima del numero, la decisione

Stai valutando una cessione, l’ingresso di un socio o una riorganizzazione. Vuoi sapere quanto vale l’impresa, oppure capire se un prezzo richiesto ha senso. Prima di cercare un numero, occorre chiarire che cosa stiamo valutando e a che cosa servirà il risultato.

La valutazione è un giudizio motivato sul valore di un’azienda o di una partecipazione, riferito a una data e a uno scopo preciso. I bilanci sono il punto di partenza: contano anche l’attività, il mercato, l’organizzazione, le prospettive e i rischi.

Anche un potenziale ancora inespresso può incidere sul valore, purché se ne esaminino la concretezza, le risorse necessarie e i tempi per realizzarlo.

Il valore che il bilancio non mostra subito

Un bilancio può essere corretto e non esprimere tutto il valore economico dell’impresa. Ecco quattro esempi. I criteri contabili, infatti, non prevedono il continuo aggiornamento dei beni al valore di mercato.

Un immobile con un valore diverso da quello contabile

Ipotizziamo un immobile iscritto in bilancio per 300.000 euro, con un valore di mercato stimato di 800.000 euro. La differenza di 500.000 euro merita di essere esaminata, considerando utilizzo, vincoli e fiscalità. Quando necessario, affianchiamo all’analisi una stima immobiliare specialistica.

Un software il cui potenziale deve ancora esprimersi

Un software sviluppato internamente può avere un valore contabile contenuto, o nullo, e prospettive commerciali significative. Verifichiamo diritti sul prodotto, mercato, costi ancora necessari e capacità di generare ricavi. Il potenziale va sostenuto da ipotesi concrete, anche quando i risultati attuali sono modesti.

Competenze difficili da replicare

Le conoscenze di dipendenti, collaboratori e soci possono sostenere un vantaggio competitivo. Conta quanto restino disponibili all’impresa anche dopo un cambio di proprietà. La dipendenza da una sola persona può invece aumentarne il rischio.

Un marchio costruito nel tempo

Reputazione e riconoscibilità possono favorire la fedeltà dei clienti e la redditività, anche senza una voce di bilancio che ne esprima il valore economico. Valutiamo questi effetti: gli anni di storia, da soli, non bastano.

Esaminiamo anche ciò che può ridurre il valore: crediti difficili da recuperare, garanzie prestate e altri impegni. Per crediti e debiti infragruppo contano recuperabilità, condizioni e perimetro dell’operazione.

Questi elementi vanno considerati con metodi coerenti: se il loro contributo è già riflesso nei redditi o nei flussi futuri, non si sommano una seconda volta. Completano il quadro liquidità e debiti finanziari, secondo ciò che la stima comprende già.

L’esempio immobiliare è ipotetico: la differenza tra i due valori non è un aumento automatico del valore delle quote.

Due impostazioni dell’incarico, secondo l’utilizzo

Nel nostro lavoro distinguiamo soprattutto lo scopo dell’incarico. Anche una perizia contiene una valutazione: cambiano l’utilizzo dell’elaborato e gli eventuali requisiti da rispettare.

Valutazione per orientare una decisione

Serve a comprendere il valore dell’impresa o a confrontare un prezzo richiesto con una stima motivata: per esempio, prima di una trattativa, dell’ingresso di un socio o di una scelta sull’azienda.

Definiamo il perimetro dell’analisi e restituiamo un quadro dei fattori che sostengono il valore, delle ipotesi adottate e dei margini di incertezza. Le eventuali limitazioni informative vengono esplicitate.

Relazione peritale per un uso specifico

Serve un elaborato predisposto per una determinata operazione o esigenza, che può avere requisiti stabiliti dalla legge.

Per esempio, per il conferimento di beni in natura o crediti in una SRL, l’articolo 2465 del codice civile prevede una relazione giurata redatta da un revisore legale o da una società di revisione legale iscritti nell’apposito registro.

Verifichiamo quindi dall’inizio i requisiti dell’elaborato e del professionista incaricato, le modalità di nomina e le formalità applicabili. Una relazione preparata per una trattativa non è automaticamente utilizzabile per un conferimento.

Come lavoriamo

Per iniziare servono normalmente gli ultimi bilanci, una situazione contabile aggiornata, informazioni su debiti e liquidità e sui principali aspetti dell’attività. La documentazione ulteriore dipende dall’incarico.

  1. Definiamo la domanda: che cosa valutare, a quale data e per quale decisione o utilizzo.
  2. Esaminiamo i numeri e l’impresa: documenti, attività, prospettive e fattori di rischio.
  3. Scegliamo i metodi coerenti con il caso, motivando dati e ipotesi.
  4. Presentiamo le conclusioni e spieghiamo quali elementi incidono maggiormente sul valore.

Impegno e compenso

Quando l’obiettivo è informativo e il perimetro è circoscritto, l’impegno e il costo sono di norma più contenuti. Gli incarichi peritali richiedono spesso un lavoro più articolato per le verifiche, la documentazione e gli adempimenti previsti.

Una valutazione per una cessione complessa può però richiedere analisi altrettanto estese, o maggiori. Attività, tempi e compenso vengono quindi concordati sulla base del lavoro necessario e delle informazioni disponibili.

Da quale esigenza partiamo?

Se stai valutando un’operazione, il primo confronto serve a chiarire quale analisi e quale documento siano adatti alla tua esigenza.

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Riferimenti per approfondire